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Presentazione


stemma

Prendo fermamente le distanze da qualunque movimento meridionale che tenti di politicizzare la nostra identità, strumentalizzando la storia per fini partitici.
Il fregiarsi dello stemma della Casa Reale Borbone Due Sicilie non è un’adesione a ideologie o rivendicazioni politiche contemporanee, né un desiderio di restaurazione. Indica, invece, in modo inequivocabile e profondo, un’appartenenza puramente storico-culturale. È un simbolo che racchiude l’eredità di un Popolo glorioso che è esistito con le sue tradizioni, la sua arte e il suo ingegno, che continua a esistere nelle nostre radici, nella nostra cultura e nelle nostre memorie collettive, e che, sono certo, continuerà a esistere e a tramandarsi attraverso le generazioni future, al di là di ogni bandiera politica del momento.

 

bandiera

Vivere la vita è come ritrovarsi immersi in un film di cui si è al contempo spettatore e protagonista, dove ogni istante è accompagnato da una colonna sonora ininterrotta, un susseguirsi fluido e inesorabile di immagini, colori, suoni che trasportano l’anima da uno stato d’animo all’altro. La mente, in questo vortice sensoriale, è una viaggiatrice instancabile, che si libra leggera o affonda nel peso delle emozioni, attraversando l’infinito universo delle note che si accendono e si spengono, che vibrano e si placano.

Ad ogni passo, ad ogni battito di questa melodia esistenziale, affiora un ricordo, un frammento del passato che non è mai veramente tale. Bello da far sorridere, brutto da far stringere il cuore, odioso al punto da volerlo cancellare, o piacevolmente intenso, capace di riaccendere fuochi ormai sopiti. Ed ecco che, inaspettato, riappare un viso dimenticato, o forse solo celato dietro strati di tempo; risuona una frase, un eco lontano pronunciato da qualcuno che credevo di aver rimosso completamente dalla mia vita, o che, al contrario, ricordo con un affetto che non conosce rughe, con un amore che ancora brucia, con una passione che infiamma i sensi, con una tristezza che non si dissolve, con un dolore che lascia segni indelebili, o con una gioia che ancora oggi sa illuminare le giornate più grigie.

Ma ad ogni passo, seppur intriso di passato, c’è anche il presente. Un presente sfuggente, quasi illusorio, con i suoi attimi che, nell’esatto momento in cui li vivi, sono già passati, svaniti in un soffio. Perché, in fondo, il presente non esiste davvero; è un punto di transizione effimero, un confine sottile tra ciò che è già andato e ciò che sta per diventare futuro. Un futuro che si dipana tra timori sottili, tra la speranza che si accende come un lume, e l’incertezza vibrante di quella che sarà, o che potrebbe essere, la mia, la nostra vita, in un’armonia sempre nuova e in continua evoluzione.

Gennaro Agrillo – 15 ottobre 2014