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Un falso storico la rivoluzione francese


  Ξ Lazzaro Napoletano  

di Pasquale Peluso (in “Identità Partenopea”)

IL 14 LUGLIO 1789, i giacobini “festeggiano” la presa della Bastiglia. Un altro falso mito della storia. Infatti, quando furono scardinate le porte delle celle della Bastiglia, con grande disappunto dei rivoluzionari, furono trovati solo sette prigionieri, e nemmeno troppo malconci. Si mandarono a chiamare gli ingegneri per verificare non vi fossero sotterranei segreti, ma niente. I detenuti erano solo sette: quattro falsari (Bèchade, Pujade, La Corrège e Laroche) che si eclissarono velocemente e due malati di mente (Whyte e Tavernier), fatti rinchiudere dietro consiglio dei parenti, ed il conte di Solages, un aristocratico, internato su domanda della famiglia, perchè depravato sessuale.

Ma la Rivoluzione trovò migliaia di poveri prigionieri politici in pessime condizioni e giustamente continuò provocando direttamente la morte di 500.000 persone (più, 1.500.000 causati dalle guerre napoleoniche). Si ghigliottinò il Re di Francia Luigi XVI, la Regina Maria Antonietta, la sorella del Re Elisabetta, ed il Delfino muore a dieci anni dopo essere stato affidato a un vinaio che lo alcolizza e lo sevizia. Vengono massacrati migliaia di aristocratici, sacerdoti e suore, decine di migliaia di borghesi e centinaia di migliaia di contadini che non erano d’accordo con Robespierre e soci. E siccome la ghigliottina era troppo lenta per “smaltire” velocemente la massa dei condannati a morte, si usarono altri mezzi, come prendere interi “equipaggi” di religiosi e religiose, metterli in grandi barconi sulla Loira, legarli nudi, uomo donna corpo a corpo (in modo da indurli fortemente in tentazione nell’ultimo istante della vita) e gettarli nel fiume facendoli annegare in tal maniera. Il numero fu talmente elevato che la Loira si infettò, per anni. Ma furono usati anche altri mezzi diretti: una mattina un’intera comunità di carmelitani erano in cappella nella loro chiesa a Rue des Carmes in Parigi quando entrarono 2-3 sanculotti con dei coltelli e li scannarono uno ad uno, tutti, mentre pregavano e cantavano (consiglio di leggere la meravigliosa opera – esiste anche un film bellissimo – di Georges Bernanos, I dialoghi delle carmelitane, dove racconta del simile martirio di 16 carmelitane a Compiègne). Vescovi, sacerdoti, suore, monaci e frati, hanno pagato con la vita la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa, in numero di migliaia. Molti di costoro sono oggi martiri della Fede, riconosciuti tali dai papi, ultimo Giovanni Paolo II.

Ma non meglio andò agli aristocratici, ai borghesi, ai semplici cittadini, massacrati magari solo per i loro stato sociale, o solo per una soffiata di qualcuno che approfittava della legge sui sospetti per togliersi di torno rivali di affari, di amore, di lavoro, o magari per vendicarsi di qualcosa.

La legge sui sospetti e il tribunale rivoluzionario furono gli strumenti che Robespierre e soci utilizzarono per instaurare la dittatura terroristica. Bastava una semplice denuncia di sospetto di essere “controrivoluzionari” per essere inviati al patibolo senza processo o con processo farsa. Ogni mattina si stilavano le liste di proscrizione e centinaia di persone ogni giorno venivano ghigliottinate o eliminate. Il Terrore fu lo strumento di governo di Maximilien Robespierre, l’instauratore ufficiale nel mondo e nella storia del totalitarismo contemporaneo, il primo dittatore stragista di una lunga serie, che noi oggi conosciamo bene. Il tutto, s’intende, al servizio del progetto di Jean-Jacques Rousseau e al fine di realizzare la libertà, l’uguaglianza e la fraternità…

Una regione della Francia osò ribellarsi a Robespierre e alla sua repubblica assassina e stragista. Era la regione della Vandea, e lo fece in nome di Cristo, del Sacro Cuore e del Re. Arrivarono le colonne infernali da Parigi e massacrarono in tre anni 300.000 persone su 500.000 totali. è il primo genocidio della storia umana, voluto a tavolino dai governanti nei confronti dei propri sudditi: celeberrima è la frase di Robespierre: “uccidete anche i bambini, perché saranno i controrivoluzionari di domani”. L’inferno cadde sulla Vandea cattolica e monarchica: uomini massacrati, donne prima violentate da decine di soldati, e poi uccisi in maniere terrificanti (normale era la pratica di appenderle a testa in giù con le gambe divaricate e poi passare una spada dalla vagina in giù verso la testa, perché in tal modo si moriva più lentamente, in quanto il sangue era concentrato nel capo, appunto), mentre con la pelle dei bambini si facevano saponette e pantaloni per i soldati rivoluzionari (vi ricorda nulla questo?). Lione fù rasa al suolo per aver osato ribellarsi a Parigi e non parliamo di quello che i soldati rivoluzionari hanno fatto poi per anni fuori dalla Francia, a partire dall’Italia e in particolar modo ricordiamo Napoli dove buona parte della popolazione si ribellò alle truppe francesi e furono tutti sterminati, ma oggi non ricordiamo queste migliaia di martiri ma un centinaio di giacobini giustiziati dalla restaurazione !